La "Rivoluzione di Milano dell'Aprile 1814" è un'opera che esamina gli eventi tumultuosi che portarono alla caduta del Regno Italico e alla fine del dominio napoleonico in Italia. Il testo descrive come, dopo la ritirata da Mosca, il potere di Napoleone iniziò a vacillare, portando a un crescente malcontento tra i popoli italiani a causa delle pesanti imposte e della coscrizione obbligatoria. Nonostante il desiderio di molti di vedere il Principe Eugenio come re indipendente, le tensioni interne e le manovre politiche portarono a una situazione instabile. Il Senato, convocato il 17 aprile 1814, si trovò a dover decidere su una proposta di inviare una deputazione alle potenze alleate per chiedere la cessazione delle ostilità e l'indipendenza del Regno, escludendo però la richiesta di incoronare il Principe Eugenio. Tuttavia, le tensioni a Milano culminarono in una rivolta il 20 aprile, con la partecipazione di nobili e cittadini, che portarono alla violenta morte del Ministro delle Finanze, conte Prina. L'opera sottolinea come le divisioni interne e le ambizioni personali abbiano contribuito al caos, mentre la polizia e le autorità militari non riuscirono a mantenere l'ordine. La narrazione mette in luce le complessità politiche e sociali dell'epoca, evidenziando come le aspirazioni di indipendenza e le rivalità locali abbiano influenzato gli eventi storici.
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