Ha ancora senso leggere ai nostri bambini le filastrocche? Talvolta ancora oggi nella scuola dell'infanzia le si impara per apprendere i mesi, i giorni, le stagioni o i numeri o il nome degli animali o dei fiori. Una volta era consuetudine insegnarle anche alla scuola primaria e oltre, o ripeterle per gioco a casa. E oggi? In questa nostra era di internet, di giochi al computer, di smartphone dati fin da piccoli ai nostri bambini per passare il tempo, perché leggere e scrivere filastrocche? Dal mio punto di vista i motivi sono tanti. In primo luogo per ridere, per divertirsi con i giochi di parole o con le situazioni più assurde e quindi ridicole o paradossali, senza senso, almeno apparentemente, perché a pensarci bene, a leggerle soffermandosi sui particolari, un senso lo si trova sempre, nascosto tra le rime. In secondo luogo per imparare, appunto. Che cosa? Certamente i giorni della settimana o le ore dell'orologio e tantissimo altro, ma anche il valore dei sentimenti, delle emozioni, l'importanza dei comportamenti quando, in quelle piccole storie che sono le filastrocche, troviamo l'amicizia, la solidarietà, la sincerità, la gentilezza, l'empatia, il rispetto per l'altro. Età di lettura: da 7 anni. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.
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