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Le lettere raccolte in questa edizione testimoniano del successo internazionale de Le mie prigioni, ma anche del lavoro di segretario della marchesa Giulia Falletti di Barolo che il Pellico svolgeva quando necessario (oltre ad collaborare attivamente con le opere di carità della marchesa). Le mie prigioni di Pellico avevano commosso molti lettori anche di religione non cattolica e ne avevano favorito la conversione, tra questi Pellico ricordava in particolare l'incisore tedesco Karl Voigt con cui poi aveva intrattenuto una corrispondenza abbastanza regolare. Una conversione meno nota, ma…mehr

Produktbeschreibung
Le lettere raccolte in questa edizione testimoniano del successo internazionale de Le mie prigioni, ma anche del lavoro di segretario della marchesa Giulia Falletti di Barolo che il Pellico svolgeva quando necessario (oltre ad collaborare attivamente con le opere di carità della marchesa). Le mie prigioni di Pellico avevano commosso molti lettori anche di religione non cattolica e ne avevano favorito la conversione, tra questi Pellico ricordava in particolare l'incisore tedesco Karl Voigt con cui poi aveva intrattenuto una corrispondenza abbastanza regolare. Una conversione meno nota, ma ugualmente significativa è quella testimoniata da una delle lettere qui raccolte, indirizzata ad una principessa Gagarin di Monaco che da protestante si era fatta cattolica, ma che soffriva perché il marito e i tre figli non avevano condiviso la sua scelta ed erano rimasti protestanti.
Autorenporträt
Silvio Pellico was an Italian author, poet, and dramatist born on June 24, 1789, in Saluzzo, Piedmont, to parents whose names are not widely recorded in historical sources. He spent his early years in Pinerolo and Turin, receiving his education under the guidance of a priest named Manavella. From a young age, Pellico displayed literary talent, composing a tragedy inspired by Ossianic poetry at just ten years old. He later moved to Lyon to live with his twin sister Rosina and studied French literature for four years. In 1810, he returned to Milan and became a professor of French at the Collegio degli Orfani Militari. His first significant literary success came in 1818 with the tragedy Francesca da Rimini, followed by Euphemio da Messina, though the latter was censored before its performance. He also worked as a tutor to noble families and was a central figure in the literary-political circle around Il Conciliatore, a short-lived publication opposing Austrian rule. In 1820, Pellico was arrested for his involvement in the Carbonari movement and imprisoned by Austrian authorities. His time in prison profoundly shaped his later writing, including his most famous work, My Ten Years' Imprisonment.