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A volte quello che sembra strano ha una funzione pedagogica. Abituiamo i nostri ragazzi secondo stimolo e reazione; ed è corretto perché forniamo loro strumenti utili per affrontare le dinamiche del quotidiano. Creiamo però abitudini e le abitudini diventano regole; non solo indichiamo la via ma facciamo in modo che il ragazzo non possa uscire dal sentiero. E allora quella traccia si trasforma in un problema. Questo libro non è scritto per i bambini ma parla di loro e della capacità che hanno di meravigliarsi, di creare immagini e favole prima ancora che la fantasia venga incanalata nel…mehr

Produktbeschreibung
A volte quello che sembra strano ha una funzione pedagogica. Abituiamo i nostri ragazzi secondo stimolo e reazione; ed è corretto perché forniamo loro strumenti utili per affrontare le dinamiche del quotidiano. Creiamo però abitudini e le abitudini diventano regole; non solo indichiamo la via ma facciamo in modo che il ragazzo non possa uscire dal sentiero. E allora quella traccia si trasforma in un problema. Questo libro non è scritto per i bambini ma parla di loro e della capacità che hanno di meravigliarsi, di creare immagini e favole prima ancora che la fantasia venga incanalata nel processo di istruzione. Che è appunto un processo, con un giudice impietoso e le sbarre alle finestre. I bambini nascono arrabbiati e infatti non ci parlano per due anni. Mangiano di tutto: moccio, insetti, terra, cerume ma non la verdura. Conoscono con le mani perché comprendere vuol dire prendere con. E pregano, perché da qualche parte un Dio ancora ce l'hanno. Capiscono tutto eppure complichiamo loro la vita: nel mondo dei bambini le cose sono sempre appese troppo in alto. Hanno una fantasia sconfinata, poi li mandiamo a scuola e la perdono. Resta l'idrofobia che li porta a eccessi di collera. I genitori non sono da meno. Credono alle favole, i bambini le ascoltano ma mica ci credono. Come i grandi i bambini fanno la guerra però per gioco. Dovrebbero andare al governo, terrebbero il broncio alla nazione nemica e solo quello. Tanto poi ci fanno la pace, nessuno sa fare la pace come i bambini. Beati i bambini che io con te non ci parlo
Autorenporträt
Dello stesso autore: Rigurgiti romaneschi (e 'sti cazzi non ce lo metti?), Se non ci fosti io ti inventavo, Per me Biancaneve, Il sesso in cinque comode lezioni, Il demoniaco nella nevrosi ossessiva, Frammenti di un monologo amoroso (l'amore tra l'immaginario e il reale), Manuale storico critico di psicoanalisi (il linguaggio delle emozioni), Ricettario filosofico