"[...]C'erano le rivalità, in evidenza o sotterranee, ma c'erano. Mai però come nei tempi moderni. La differenza sta nel fatto che allora si risolvevano dialogando o interpellando un arbitro terzo. Oggi, siccome ci sentiamo tutti eruditi, e lo siamo, a leggere e scrivere, ma non siamo eruditi in saggezza, la rivalità diventa arroganza. Continua e sfocia nell'odio, nel rancore e nella demonizzazione dell'avversario. Si crea così una lotta di classe che, se non si ritorna alla saggezza comportamentale dei nostri vecchi, si andrà sicuramente a sbattere. Fino a quando un personaggio prominente si perpetua nel suo egoismo, eventualmente assieme ad altri dello stesso pensiero, sentendosi tutti esclusivi detentori dell'unico Vangelo possibile, dell'unica verità, non si andrà da nessuna parte. Se si inculcano le nuove generazioni con questo pensiero, la comunità paesana non avrà motivo di esistere. Accettando il contraddittorio, si trovano le migliori energie giovani possibili per un grande progresso nel futuro che ci aspetta.[...]". Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.
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