"LA ZAFFETTA" è un poema satirico del XVI secolo attribuito a Lorenzo Veniero, un nobile veneziano. L'opera narra la storia di Angela, una cortigiana veneziana soprannominata "Zaffetta", che subisce una vendetta umiliante da parte di un suo amante tradito. Il poema è composto da 114 stanze di otto versi ciascuna e si distingue per il suo tono ironico e critico nei confronti della società veneziana dell'epoca. La vicenda si svolge a Chioggia, dove Angela viene ingannata e sottoposta a un'umiliazione pubblica, nota come "trentuno", orchestrata dal suo amante e da altri complici. Questo evento diventa un pretesto per riflettere sulla natura delle relazioni amorose, sulla superficialità e sull'avidità che caratterizzano le interazioni sociali. Veniero utilizza un linguaggio vivace e colorito per descrivere i personaggi e le situazioni, evidenziando le ipocrisie e le debolezze umane. Il poema è anche un esempio di come la letteratura rinascimentale affrontasse temi scabrosi con un approccio satirico, mettendo in luce le dinamiche di potere e le contraddizioni della società del tempo. "LA ZAFFETTA" è stato spesso confuso con altre opere simili, ma la sua attribuzione a Veniero è sostenuta da riferimenti interni al testo e da analisi bibliografiche.
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