"Abrakadabra Storia dell'avvenire" di Antonio Ghislanzoni è un romanzo che esplora le complessità del pensiero umano e le contraddizioni del progresso attraverso una narrazione ricca di dialoghi e riflessioni filosofiche. Ambientato nel 1860, il racconto inizia con l'arrivo di un eccentrico personaggio in un piccolo villaggio alpino. Questo individuo, noto come "Abrakadabra", è un uomo di circa cinquant'anni, enigmatico e di grande intelligenza, che suscita curiosità e rispetto tra gli abitanti del villaggio. La sua presenza diventa il catalizzatore di discussioni accese tra i notabili del paese, tra cui un curato, un sindaco e un farmacista, che rappresentano rispettivamente le forze reazionarie, i moderati e i rivoluzionari. Attraverso i loro dialoghi, Ghislanzoni esplora temi come la libertà, il progresso, la scienza e la religione, mettendo in luce le tensioni tra tradizione e innovazione. Il protagonista, con il suo motto "Abrakadabra", incarna l'enigma del futuro e la ricerca di una verità universale. La narrazione culmina in una riflessione profonda del protagonista, che cerca di comprendere il significato del progresso umano e la sua inevitabile ciclicità. Ghislanzoni utilizza la figura di Abrakadabra per simboleggiare la complessità e l'ambiguità del cammino umano verso il futuro, suggerendo che il progresso è un processo continuo e spesso contraddittorio.
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