«Questa è la storia più triste che abbia mai sentito.» A raccontarla è John Dowell, voce del romanzo oltre che testimone; ricco americano, con la moglie Florence ha frequentato per anni in Europa una brillante coppia di inglesi, gli Ashburnham: Edward, il "buon soldato" del titolo, integerrimo ufficiale dell'esercito britannico e perfetto gentleman, ma anche impenitente seduttore, e Leonora, la sofisticata consorte. Via via che la narrazione si dipana sul filo della memoria, dietro il velo della rispettabilità e l'apparenza di un innocente legame d'amicizia, affiora un girotondo di inganni e tradimenti, un gioco al massacro che non risparmia nessuno dei protagonisti. Carico di suspense come un thriller mondano con molte vittime ma nessun colpevole, "Il buon soldato" (1915) è un romanzo enigmatico e malinconico che spicca nel panorama letterario del primo Novecento per i suoi angosciosi intrecci psicologici, dapprima velati e quasi impenetrabili e poi di colpo crudelmente messi a nudo: un testo di sconcertante modernità, specchio delle ombre dell'animo umano e del vuoto morale di una Belle Époque ormai al tramonto ma ancora ignara della tragedia incombente. Introduzione di Attilio Bertolucci.
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