Insieme a Jean-Paul Sartre, nel 1955 Simone de Beauvoir viaggiò per sei settimane attraverso la Cina, invitata dal governo cinese. Da quell'esperienza nacque La lunga marcia (1957), un ricco resoconto del grande paese asiatico e dei cambiamenti che il comunismo vi stava portando. Tra visite minuziosamente organizzate e libere passeggiate, conferenze ufficiali e spontanee conversazioni, vestigia del passato e realizzazioni del presente, de Beauvoir fissa sulla pagina un periodo storico di rapida transizione, in cui 'è impossibile fermarsi nell'istante'. Testimone dei mutamenti nelle condizioni di vita dei lavoratori, nella situazione femminile e familiare, l'autrice coglie la fugacità del momento incarnato dalla Cina alla metà degli anni Cinquanta, quel 'momento particolarmente commovente della storia in cui l'uomo si strappa alla sua immanenza per conquistare l'umano'. Per questo La lunga marcia rimane ancora oggi un documento fondamentale dello scontro tra capitalismo e comunismo, e soprattutto una profonda riflessione su identità e diversità e sul significato della libertà nei differenti contesti culturali. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.
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