Non si tratta di morti nel senso convenzionale: vi appaiono Franz Kafka che, nell'agonia, sente di aver raggiunto la capacità di sentimento a cui aveva sempre aspirato; Bella Chagall che, pur morendo giovane, si rallegra di essere diventata, nell'arte di suo marito, l'immagine stessa dell'amore; Jean Sibelius che aspetta di fondersi alla natura finlandese... Sono morti felici perché cariche di senso, perché l'artista raggiunge in quell'istante la perfezione inseguita in tutto il suo percorso spirituale; perché l'arte fa il lavoro della morte, folgorando un istante sublime per renderlo eterno. Prefazione di Marco Ercolani. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.
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