"Selvaggia de' Vergiolesi" di Giuseppe Tigri è un racconto storico ambientato nella Pistoia del XIV secolo, un periodo segnato da intense lotte politiche e sociali. La narrazione si apre con l'arrivo di un cavaliere, messer Simone di Filippo Reali, al castello di Vergiole, portando notizie di un imminente assedio da parte delle forze fiorentine e lucchesi. Il capitano Filippo Vergiolesi, un fervente sostenitore della parte Bianca, si prepara a difendere la città, nonostante le difficoltà e le divisioni interne. La storia esplora le tensioni tra le fazioni dei Bianchi e dei Neri, che riflettono le più ampie lotte tra Guelfi e Ghibellini, e il ruolo delle alleanze politiche e delle rivalità personali. Tigri descrive con vividezza la vita quotidiana e le celebrazioni pubbliche, come la festa del primo maggio, che offrono un contrasto con le minacce di guerra. La figura di Selvaggia, figlia del capitano, emerge come un simbolo di bellezza e virtù, capace di influenzare positivamente il padre e di rappresentare un ideale di pace e armonia. Il romanzo intreccia abilmente elementi storici e narrativi, offrendo uno sguardo profondo sulle dinamiche sociali e politiche dell'epoca, e riflettendo sulle conseguenze delle divisioni interne e delle ambizioni personali.
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