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Per Savinio, l'infanzia non è un tempo ma un tempio come scrive lui stesso in un lapsus; cioè un luogo, una dimensione dello spirito. Un luogo, anzitutto fisico e geografico: una Grecia d'inizio secolo dalla luminosità abbagliante in cui scintillano i ricordi. E un Luogo, inoltre, metafisico e doloroso, in cui la mente del bambino da un lato vede e percepisce cose completamente interdette a quella dell'adulto e dall'altro sente irrompere domande estreme che potranno in seguito essere sedate ma non risolte. Scritto nei primi anni Venti ma apparso a stampa nel 1937, viene qui riproposto insieme…mehr

Produktbeschreibung
Per Savinio, l'infanzia non è un tempo ma un tempio come scrive lui stesso in un lapsus; cioè un luogo, una dimensione dello spirito. Un luogo, anzitutto fisico e geografico: una Grecia d'inizio secolo dalla luminosità abbagliante in cui scintillano i ricordi. E un Luogo, inoltre, metafisico e doloroso, in cui la mente del bambino da un lato vede e percepisce cose completamente interdette a quella dell'adulto e dall'altro sente irrompere domande estreme che potranno in seguito essere sedate ma non risolte. Scritto nei primi anni Venti ma apparso a stampa nel 1937, viene qui riproposto insieme alla sua seconda parte inedita, scoperta tra le carte dell'autore.
Autorenporträt
Andrea Francesco Alberto de Chirico, meglio noto con lo pseudonimo Alberto Savinio (1891-1952), nasce ad Atene, fratello del celebre pittore Giorgio de Chirico. Trascorre una giovinezza errabonda, seguendo la madre e il fratello a Venezia, Milano e Monaco, per poi trasferirsi in Francia, dove pubblica i suoi primi scritti ("Les chants de la mi-mort", 1914). Dopo l'esperienza della Prima Guerra Mondiale, collabora con varie riviste italiane, fra cui La Stampa, Colonna e Il Broletto, mentre pubblica alcuni romanzi di rilievo, come "La casa ispirata" (1925) e "Angelica o la notte di maggio" (1927). I suoi scritti, ad ogni modo, travalicano spesso i generi, prediligendo la forma breve e l'ibridazione fra registri diversi, come dimostrano capolavori del tenore di "Hermaphrodito" (1918) e "Tutta la vita" (1945).