«Non tutti gli esemplari della stessa edizione sono identici»; «non tutti i libri con lo stesso titolo restituiscono lo stesso testo». Queste frasi, a lungo considerate paradossali (non dovrebbero essere uguali tutte le copie di una stessa opera?) sono al centro degli studi che si interrogano sulla trasmissione dei testi a stampa, e di quelli letterari in particolare. Per capire cosa ha scritto l'autore, per conoscere cosa è stato sottoposto al lettore (quello contemporaneo e quello che legge decenni o secoli dopo), per pubblicare nuove edizioni il più possibile corrette, occorre sapere cosa succede al testo quando entra in una tipografia o in una redazione di casa editrice. Come vi è arrivato? Come è stato preparato per la stampa? Come sono avvenute la composizione tipografica e l'impressione dei fogli? Com'erano la prima edizione e le successive? L'autore ha sorvegliato tutte le operazioni editoriali e tipografiche? Per trovare risposte a queste domande - importanti negli studi filologici e nella prospettiva di nuove edizioni, ma anche interessanti per tutti coloro che vogliono accostarsi alla storia della tipografia e dell'editoria - occorre disporre di alcuni strumenti specifici. Le pagine di Il testo in tipografia hanno lo scopo di far conoscere e di far acquisire questi strumenti: attraverso molteplici esempi, spesso tratti da capolavori della letteratura italiana (L'Orlando furioso, Dei Sepolcri, I promessi sposi...), presentano con chiarezza sia le procedure adottate da tipografi ed editori nei primi secoli della stampa, sia le innovazioni tecnologiche e le nuove modalità di pubblicazione che si sono consolidate, tra la fine del xix e il xx secolo, nel lavoro redazionale dell'editoria moderna.
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