Tra XIX e XX secolo, l'immagine della Statua della Libertà attirò moltissime persone attraverso l'oceano. Anche la Galizia - terra molto povera dell'Impero austro-ungarico - venne interessata dal fenomeno che gradualmente si trasformò in una vera e propria ondata migratoria. Contadini, artigiani, venditori ambulanti, originali pensatori ebrei: tutti si mossero alla ricerca di un futuro migliore nella ferma convinzione che «l'Imperatore d'America» li avrebbe accolti a braccia aperte. Attorno a questa speranza si sviluppò presto un business redditizio con molti profittatori: agenti, funzionari, polizia, aziende americane e, non ultime, le grandi compagnie di navigazione - come la Hamburg-Amerikanische-Packetfahrt-Actien-Gesellschaft (HAPAG). Martin Pollack ci conduce con una narrazione vivace e luminosa all'interno del grande esodo galiziano attraverso storie come quelle del calzolaio Mendel Beck, dell'agente Julius Löwenberg e del potente armatore Albert Ballin... Ci racconta degli eterni perdenti che cercano una vita migliore e dei vincitori di sempre che hanno speculato sulle disgrazie altrui. Un lavoro incredibile e appassionante che completa con Galizia il racconto del cuore scomparso della Mitteleuropa e si rivela, allo stesso tempo, di grande attualità.
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