Infrante le consuetudini di Ancien régime, Napoleone e le sue riforme posero anche in Italia le premesse per rinnovare la scuola, che venne sottoposta a mutamenti radicali e duraturi, mantenuti poi dai governi restaurati. Per estendere l'istruzione primaria, gli interventi fecero perno sul libro di testo, merce editoriale al crocevia di istanze educative, politiche e commerciali, avviata in quei decenni a sviluppare una definita e moderna fisionomia. A Bologna, città dall'antica vocazione didattica, si calarono in quell'appetibile mercato pressoché tutti gli stampatori, gli editori e i librai: un mondo quasi sconosciuto, ora riscoperto con il ricorso a documenti inediti. Loro preziosi alleati furono gli insegnanti elementari, che firmarono manuali in tirature crescenti, rivolti a lettori in progressivo aumento. Il volume ripercorre appunto la produzione tipografica destinata a maestri e allievi della variegata rete scolastica di una città e del suo territorio, indaga la storia del libro scolastico-educativo nel tornante decisivo che vede nascere l'idea moderna dell'istruzione pubblica, mostra le contraddizioni e lo spirito innovativo di una classe politica e intellettuale che affidò all'istruzione e al libro un ruolo di primo piano nella costruzione della società.
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